“Dimmi ove arrivammo dopo ore
di cammino per monti e valli,
tanto che ne’piedi ho tutti calli?”
Urlo’ Bastiano parandosi dal calore.
“Semo arrivi in terra consacrata,
mai nessuna natione fu si’ amata
da dei, artisti, guerrieri e santi.”
Disse Cecco proseguendo avanti.
“Siam giunti nella promessa terra
si amata e difesa dalla giudia gente
ove latte sgorga da ogni sorgente
che difendono a prezzo di una guerra?”
“No, qui la storia si fe’ alta e bella
omini grandi segnaron la via
nell’arte, lettere, scienze e filosofia
e ogni citta’ splendea come una stella”
Bastiano volse lo sguardo intorno
vide solo fuochi, fumo e macerie
puzza,lercio, monatti, umane miserie
risse, lupanari e violenti perdigiorno.
“Cecco, chi governa questa vergogna ?”
“Nessuno, povero Bastiano” disse quello
sputando in terra lercia come fogna
“Qui ogni bestia immonda ha ostello.
Ogni fellone è gran re intraprendente
di popolo becero e disincantato
che gloria sempre lo tempo andato
e sputa amaro fiele sul die presente.”
“Cecco imo via a gambe levate
da sto loco tanto triste e tetro
che paiano anime tutte dannate
a camminar avanti guatando dietro.”
“Verità sono le tue saggie parole!
tanto è misero il lor presente
e la speme del futur assente
che solo il ricordo di un passato
rende il mondo lor più sopportato ”
Fallum canis